
ITINERARIO IN PROVENZA: DALLE GORGES DE DALUIS AD AVIGNONE, TRA IL VERDON E LE TERRE D’OCRA DEL LUBERON
Quando si pensa a un itinerario in Provenza, l’immaginario ci riporta alla mente campi di lavanda e mercati profumati. Noi siamo partiti a settembre proprio per raccontarne un volto diverso, fatto di canyon scavati nella roccia rossa, strade sospese tra le montagne, gole attraversate da acque turchesi e terre accese dalle sfumature dell’ocra. Un percorso tra natura, storia e piccoli borghi, capace di stregarci.
GORGES DE DALUIS: IL COLORADO DI NIZZA
Abbiamo iniziato il nostro viaggio dalle Gorges de Daluis, uno degli scenari più stupefacenti delle Alpi Marittime, dove il fiume Var ha scavato il proprio corso tra alte pareti di roccia rossa, dando origine a un canyon profondo e sinuoso che cambia sfumatura a seconda della luce.
Spesso definite il “Colorado di Nizza”, le Gorges de Daluis ci hanno riportati fin dal primo istante ai ricordi dell’infanzia, evocando i deserti americani che facevano da sfondo agli eterni inseguimenti tra Willy il Coyote e Beep Beep. Le guglie rossastre, il corso profondo del Var e la carreggiata avvolta intorno alla montagna compongono infatti un paesaggio così inatteso da sembrare lontanissimo dalla Francia. È stata la prima di molte volte in cui questo viaggio ci ha dato l’impressione di attraversare continenti diversi senza abbandonare mai la stessa regione.
La via si addentra nelle gole tra ponti e gallerie scavate nella roccia, mentre il fiume rimane laggiù, quasi nascosto. Curva dopo curva, l’orizzonte cambia forma e invita a procedere lentamente, fermandosi nei punti consentiti per cogliere ogni nuovo scorcio. Le Gorges de Daluis non si percorrono per raggiungere la tappa successiva, il tragitto diventa parte integrante dell’esperienza.


Tra i luoghi più particolari incontrati lungo la strada si trova il Pont de la Mariée, costruito all’inizio del Novecento per il passaggio del tram diretto a Guillaumes.
Il suo nome è legato alla storia di una giovane sposa che nel 1927 perse la vita precipitando dal ponte durante il viaggio di nozze. Le circostanze della caduta non furono mai chiarite e, nel tempo, intorno alla vicenda sono nati racconti e ipotesi che continuano ad avvolgere questo luogo in un’aura di mistero.
Oggi il ponte offre uno degli scorci più impressionanti sul canyon rosso delle Gorges de Daluis.
CASTELLANE: UN BORGO RACCOLTO ALLE PORTE DEL VERDON
Dopo aver lasciato le rocce rosse delle gole, abbiamo raggiunto Castellane, una cittadina provenzale circondata dalle montagne e attraversata dal fiume Verdon.
Il paese sorge lungo la Route Napoléon ed è considerato una delle principali porte d’accesso alle Gorges du Verdon.
A dominarlo dall’alto è il Roc, un’imponente formazione calcarea sulla cui sommità si trova la cappella di Notre-Dame du Roc, raggiungibile a piedi con un sentiero che parte dal centro storico. La salita richiede un po’ di fatica, ma regala una vista aperta sui tetti del paese e il corso del fiume.
Durante la visita non abbiamo seguito un programma preciso, ma ci siamo lasciati guidare dalle stradine del centro, dalle facciate chiare delle case e dalle piccole piazze fino al tramonto, quando il profilo del Roc e le luci delle abitazioni hanno rivelato la dimensione più intima del borgo.
Castellane è inoltre una base comoda per fermarsi una o più notti e raggiungere il lago di Castillon, il Couloir Samson e le strade panoramiche del Verdon.
IL LAGO DI CASTILLON: ACQUE COLOR SMERALDO TRA LE MONTAGNE
A breve distanza da Castellane si trova il lago di Castillon, un bacino artificiale circondato dai rilievi delle Alpi dell’Alta Provenza.
Le sue acque si estendono da Saint-André-les-Alpes, costeggiano Saint-Julien-du-Verdon e raggiungono la grande diga di Castillon, alta circa 90 metri e larga 200.
Il colore del lago muta tra il verde, l’azzurro e il turchese, creando un forte contrasto con le montagne che lo circondano.
Durante la bella stagione è possibile praticare canoa, kayak, noleggiare un pedalò oppure cercare una piccola spiaggia in cui trascorrere qualche ora.
Rispetto alle aree più conosciute del Verdon, il lago di Castillon appare meno frequentato e conserva un’atmosfera rilassata.
È una tappa perfetta per rallentare e rilassarsi.
IL COULOIR SAMSON: A PIEDI NEL CUORE DELLE GOLE
Per avvicinarci al Grand Canyon del Verdon abbiamo raggiunto il Couloir Samson, uno degli accessi più suggestivi alle gole.
Il percorso segue una parte del celebre Sentier Blanc-Martel e permette di scendere verso il fiume, camminando ai piedi delle pareti rocciose.
Man mano che si procede, il canyon sembra richiudersi intorno al sentiero.
Il rumore del Verdon accompagna la camminata, mentre le sue acque verdi appaiono e scompaiono tra la vegetazione e le aperture nella roccia.


Uno degli aspetti più particolari del percorso è rappresentato dalle gallerie scavate nella montagna.
Il tunnel del Baou, il più lungo, misura circa 670 metri ed è completamente buio.
Per attraversarlo è indispensabile avere con sé una torcia, preferibilmente frontale, oltre a scarpe adatte e a una giacca leggera.
Da alcune aperture si può osservare il Verdon dall’alto, incastonato sul fondo del canyon.
Non si tratta di un sentiero ad anello, quindi una volta raggiunto il punto scelto, bisogna tornare a ritroso lungo lo stesso percorso.
È però un’ottima alternativa per chi desidera entrare nell’ambiente delle gole senza affrontare l’intero Sentier Blanc-Martel, molto più lungo e impegnativo.
Camminare alla base del canyon ci ha permesso di comprenderne realmente le dimensioni. Dai belvedere la vista è magnifica, ma dal basso tutto appare ancora più imponente.
LE GORGES DU VERDON: UNO DEI PAESAGGI PIÙ AFFASCINANTI DELLA PROVENZA
Le Gorges du Verdon rappresentano il cuore naturalistico di questo itinerario.
Per circa 25 chilometri il fiume attraversa un canyon monumentale, racchiuso tra pareti calcaree che in alcuni punti raggiungono diverse centinaia di metri di altezza.
La roccia chiara, la vegetazione e il colore intenso dell’acqua danno vita a uno spettacolo quasi irreale.
Le gole si possono ammirare in automobile dalle strade panoramiche, fermandosi nei numerosi belvedere.



Una delle più conosciute è la Route des Crêtes, nei pressi di La Palud-sur-Verdon, un percorso di circa 24 chilometri che permette di osservare il canyon da angolazioni sempre differenti.
A piedi, sentieri come quello del Couloir Samson consentono invece di avvicinarsi al fiume e alle rocce.
Il nostro desiderio era di scoprirle direttamente dall’acqua, così siamo entrati nel Verdon in canoa.
IN CANOA NEL VERDON: IL CANYON VISTO DALL’ACQUA
Per anni avevamo osservato le immagini delle canoe che avanzavano sulle acque turchesi delle Gorges du Verdon, chiedendoci cosa si provasse a entrare nel canyon dal basso, completamente circondati dalla roccia.
Quando siamo arrivati sulle rive del lago di Sainte-Croix e abbiamo visto davanti a noi l’imbocco delle gole, ci siamo resi conto che quel momento era finalmente arrivato.
Abbiamo noleggiato una canoa nei pressi del Pont du Galetas e abbiamo iniziato a pagaiare risalendo il corso del Verdon.
All’inizio il lago è ancora ampio e luminoso, poi poco alla volta le pareti si avvicinano, l’ambiente cambia e ci si ritrova avvolti dal canyon.
Il colore dell’acqua è difficile da raccontare. Passa dal verde smeraldo al turchese, diventando quasi trasparente nei punti in cui la luce riesce a raggiungere il fondale.
Dall’alto le Gorges du Verdon colpiscono per la loro vastità, dalla canoa invece, se ne percepiscono soprattutto la verticalità e la forza. Le pareti sembrano innalzarsi direttamente dall’acqua e, procedendo verso l’interno, il lago scompare lentamente alle spalle.
Per noi è stato uno dei momenti più belli dell’intero viaggio, un’esperienza capace di essere all’altezza di tutto ciò che avevamo immaginato.
DOVE NOLEGGIARE CANOE E ALTRE IMBARCAZIONI
Il punto più comodo per entrare direttamente nel tratto finale delle Gorges du Verdon è il Pont du Galetas, situato nel punto in cui il fiume incontra il lago di Sainte-Croix.
Sulle rive, nei pressi del ponte, si trovano diverse basi nautiche che noleggiano canoe, kayak, pedalò, stand-up paddle e barche elettriche e partendo da qui si raggiunge rapidamente l’imbocco del canyon, senza dover attraversare prima una lunga porzione del lago.
Un’altra possibilità è la spiaggia della Cadeno, sulla sponda appartenente a Moustiers-Sainte-Marie.
È un punto più tranquillo, particolarmente adatto a chi desidera esplorare soprattutto il lago.
Altri noleggi si trovano a Les Salles-sur-Verdon, nella zona di Margaridon, Sainte-Croix-du-Verdon, Bauduen e Aiguines.
MOUSTIERS-SAINTE-MARIE: UN BORGO SOSPESO TRA DUE PARETI ROCCIOSE
A pochi chilometri dal lago di Sainte-Croix si trova Moustiers-Sainte-Marie, classificato tra i borghi più belli di Francia.
Il paese è incastonato tra due imponenti pareti calcaree, ai piedi delle quali si sviluppano case dai colori tenui, piccole piazze, fontane e vicoli attraversati da un torrente.


Sopra il borgo è visibile una stella dorata, sospesa a una catena tesa tra le due montagne. Secondo la leggenda più conosciuta, sarebbe stata collocata da un cavaliere come ex voto dopo il ritorno da una crociata, anche se le sue origini rimangono avvolte nel mistero.
Moustiers-Sainte-Marie è famoso anche per la faïence, una particolare ceramica smaltata e decorata, la cui tradizione si sviluppò nel XVII secolo.
Tra botteghe e laboratori, il borgo mostra il lato più operoso della Provenza, dove quest’arte viene tramandata da generazioni.
Le montagne sembrano racchiudere e proteggere il paese, mentre il rumore dell’acqua accompagna la passeggiata. Basta allontanarsi dalle vie più frequentate per incontrare angoli silenziosi, piccoli ponti e scorci sulle rocce che lo circondano.
Chi ha tempo ed energie può salire verso la cappella di Notre-Dame de Beauvoir, raggiungibile attraverso una lunga scalinata. Dall’alto si apre una vista sul borgo, sulla valle e sul lago di Sainte-Croix, un modo meraviglioso per congedarsi da questo angolo di Provenza.
GARGAS E LE MINES DE BRUOUX: NEL CUORE SOTTERRANEO DELL’OCRA
Lasciato il Verdon, abbiamo proseguito verso il Luberon, dove il paesaggio assume gradualmente tonalità più calde.
A Gargas si trovano le Mines de Bruoux, antiche miniere di ocra che permettono di scoprire un volto completamente diverso della Provenza.
Già all’esterno, le alte pareti color arancio modellate dall’attività estrattiva anticipano ciò che si nasconde sotto la superficie.

Varcando l’ingresso si entra in un enorme labirinto sotterraneo scavato dai minatori per estrarre l’ocra.
La rete delle gallerie si estende complessivamente per decine di chilometri e alcuni ambienti raggiungono dimensioni monumentali, durante la visita guidata però si percorre soltanto una parte del complesso.
La frescura, l’eco dei passi e le superfici sulle quali sono ancora visibili i segni degli strumenti rendono l’esperienza molto suggestiva.
La visita permette soprattutto di comprendere quanto l’estrazione dell’ocra abbia influenzato l’economia, l’architettura e l’identità del Luberon.
I colori che caratterizzano i borghi della zona non sono soltanto un elemento decorativo, ma il risultato di una storia fatta di geologia, lavoro e conoscenze tramandate nel tempo.
Le Mines de Bruoux sono visitabili esclusivamente con una guida. È quindi consigliabile prenotare in anticipo e portare con sé una felpa o una giacca, perché all’interno la temperatura rimane fresca anche durante l’estate.
ROUSSILLON: IL BORGO DIPINTO DALL’OCRA
Dopo aver scoperto il volto sotterraneo dell’ocra a Gargas, abbiamo raggiunto Roussillon, dove gli stessi colori emergono alla luce e trasformano completamente il territorio.
Il borgo appare già da lontano come una tavolozza naturale. Le facciate attraversano tutte le sfumature del giallo, dell’arancio e del rosso, riprendendo le tonalità della terra circostante.
Il luogo più conosciuto è il Sentier des Ocres, un percorso ricavato nell’area delle antiche cave.



Camminando lungo il sentiero si attraversano formazioni modellate dall’erosione e distese di terra colorata, dove il contrasto tra l’ocra, il verde dei pini e il cielo azzurro crea uno scenario quasi fiabesco.
Dopo la passeggiata vale la pena dedicare del tempo anche al centro storico, in cui l’ocra ritorna sulle case, sui portali e sulle persiane, creando un’unica armonia di colori.
Le Mines de Bruoux e il Sentier des Ocres raccontano due aspetti complementari dello stesso territorio. A Gargas si scoprono il lavoro dell’uomo e la storia dell’estrazione, mentre a Roussillon sono la natura e il colore a dominare il paesaggio.
AVIGNONE: DUE GIORNI NELLA CITTÀ DEI PAPI
Abbiamo concluso il viaggio dedicando due giorni ad Avignone.
Dopo aver attraversato canyon, laghi e piccoli paesi, entrare in una città così ricca di storia ci ha mostrato un altro volto della Provenza.
Circondata dalle mura medievali e affacciata sul Rodano, Avignone è profondamente legata al periodo in cui divenne sede della corte pontificia e centro della cristianità occidentale.
A differenza dei borghi visitati nei giorni precedenti, qui l’atmosfera è più vivace, ma il centro storico conserva comunque piazze raccolte, cortili nascosti e strade in cui passeggiare senza fretta.
IL PALAZZO DEI PAPI
Il monumento simbolo della città è il Palazzo dei Papi, costruito nel XIV secolo e considerato il più grande palazzo gotico del mondo.
Con i suoi circa 15.000 metri quadrati, il complesso possiede un volume equivalente a quello di quattro cattedrali gotiche. La sua costruzione avvenne in meno di vent’anni, tra il 1335 e il 1352, attraverso due grandi fasi legate ai pontificati di Benedetto XII e Clemente VI.
Benedetto XII fece edificare il cosiddetto Palazzo Vecchio, più severo e simile a una fortezza, mentre Clemente VI lo ampliò con il Palazzo Nuovo, caratterizzato da ambienti più monumentali e raffinati.
Questa doppia anima è uno degli aspetti più particolari dell’edificio, nato contemporaneamente come residenza pontificia, sede del potere e struttura difensiva. Tra gli spazi più preziosi si trovano gli appartamenti privati dei papi e le sale decorate dagli affreschi del pittore italiano Matteo Giovannetti, testimonianza dello splendore raggiunto dalla corte di Avignone nel XIV secolo.



L’esterno possiede l’aspetto severo di una fortezza, con torri e mura imponenti. All’interno invece, sale di rappresentanza, cappelle, chiostri e appartamenti raccontano la vita religiosa, politica e quotidiana della corte papale.
Affacciandosi dalle parti più alte del complesso, lo sguardo raggiunge i tetti della città e il fiume Rodano.
IL PONT SAINT-BÉNÉZET E IL CENTRO STORICO
A poca distanza dal Palazzo dei Papi si trova il Pont Saint-Bénézet, conosciuto in tutto il mondo come Pont d’Avignon.
Costruito a partire dal XII secolo, il ponte fu più volte danneggiato dalle piene del Rodano e oggi ne rimangono in piedi soltanto quattro arcate, divenute uno dei luoghi più riconoscibili della città.
Secondo la leggenda, nel 1177 il giovane pastore Bénézet dopo aver udito una voce divina che gli affidava il compito di costruire un ponte sul Rodano, riuscì a convincere gli abitanti di Avignone della propria missione sollevando un enorme blocco di pietra con forza sovrumana.
Il suo ricordo è custodito nelle due cappelle costruite su una delle pile del ponte. Quella inferiore, dedicata proprio a Saint-Bénézet, è la parte più antica conservata destinata ad accogliere la sua tomba, permettendo ai pellegrini di raccogliersi durante il passaggio in città, mentre quella superiore è intitolata a Saint-Nicolas.
Tra gli angoli più caratteristici di Avignone si trovano anche Rue des Teinturiers, conosciuta per il canale e le antiche ruote a pale, Place de l’Horloge, Les Halles e la cattedrale di Notre-Dame des Doms.
Consigliamo di raggiungere l’Île de la Barthelasse, per una vista magnifica sul ponte, le mura e il Palazzo dei Papi.
QUANTI GIORNI DEDICARE A QUESTO VIAGGIO
Il nostro itinerario in Provenza è durato cinque giorni, sufficienti per visitare tutte le tappe.
Il giorno successivo, sulla via del ritorno verso l’Italia, abbiamo fatto una breve tappa in Costa Azzurra, fermandoci nella deliziosa Mentone.



CONSIGLI PRATICI
Per questo viaggio sono indispensabili scarpe comode. Se decidete di percorrere il Couloir Samson, portate una torcia frontale e una giacca leggera, perché le gallerie sono buie, fresche e umide.
In alta stagione conviene raggiungere il Pont du Galetas al mattino e prenotare in anticipo le Mines de Bruoux.
Prima di partire verificate sempre le condizioni meteorologiche, l’accesso ai sentieri e la possibilità di navigare nel Verdon.
UNA PROVENZA DIVERSA DA QUELLA PIÙ RACCONTATA
Dalle rocce rosse delle Gorges de Daluis alle acque turchesi del Verdon, fino alle terre d’ocra del Luberon e alla storia monumentale di Avignone, questo viaggio ci ha mostrato una Provenza capace di cambiare volto nel giro di pochi chilometri.
Proprio la Provenza che volevamo vivere e raccontare, lontana dall’immagine più conosciuta e sorprendente in ogni stagione.
Siamo Simone e Sara, due instancabili viaggiatori entusiasti della vita, che dopo essersi incontrati in viaggio, non si sono più fermati!
Viaggio Senza Scalo racchiude i racconti, le fotografie e gli itinerari delle nostre rocambolesche avventure!
Sei pronto a partire con noi?




